PUBBLICA ILLUMINAZIONE A NICOLOSI: CERCASI AL POSTO DEL SINDACO LATITANTE UN INTERLOCUTORE CHE APPAGHI I BISOGNI DELLA GENTE

Decine di pali della pubblica illuminazione cadono a pezzi - Riminiduepuntozero

Pali della luce in cemento armato ridotti in fin di vita  Alcuni abbiamo visto anche in Via Ragalidda di Nicolosi.

 

 

DI  RAFFAELE  LANZA

 

Illuminazione sì, illuminazione no, il sindaco Pulvirenti di Nicolosi  non digerisce proprio questa materia di pubblica sicurezza. Con lui   tutto quel contesto umano che dovrebbe dare un occhio privilegiato  soprattutto alla incolumità pubblica      Spiace dirlo ma Nicolosi sembra un paese maledetto dove gli abitanti -la gran parte probabilmente – non sanno anc ora che il Comune  di Nicolosi , retto da un medico chirurgo che preferisce la “politica”locale anzichè il bisturi  ospedaliero del “Garibaldi”dove vi è davvero la necessità di lavorare come un missione per  l’umanità,,  è diventato da un pò di tempo il cimitero dei bisogni inappagati dei cittadini  e archivio dell’insipienza  amministrativa.

Nicolosi non è più quella di un tempo, i servizi commerciali che vedevano in questo paese un’occasione importante per filare via con il vento in poppa, adesso hanno ammainato bandiera   Nessunviene ad impiantare in queste zone anche se i grandi i spazi -esistono nella vicina   periferia di collegamento con Pedara  Basta mettere mano o rivedere il  Piano regolare generale, urbanistico , miscuglio attuale di interessi  particolari  di ex sindaci e politici .Ma gli amministratori sono dei “fantasmi” che passano uno dopo  l’altro con indifferenza e sofferenza del popolo    Dei sindaci rimane solo una fotografia nei corridoi impolverati del municipio.  Di essi un giorno non resterà neppure il ricordo. 

Nessun progetto nonostante i cospicui contributi milionari che il Comune riceve dai Ministeri e dipartimenti, soltanto idee beffarde come lo scempio della piazza del municipio trasformata  nel giardinetto dei nani e la problematica cancrenosa della luce o pubblica illuminazione con un fascicolo che si legge da un ingegnere comunale dalle idee un pò confuse che appone firme dappertutto , naturalmente un pò chinato, verso il vertice dell’amministrazione

 

PUBBLICA ILLUMINAZIONE IN VIA RAGALIDDA: IL SINDACO PULVIRENTI GIOCA A FARE “IL FURBETTO”  (CLIENTELISMO n.d.r.)  CON GLI ABITANTI , NE LASCIA NELL’OSCURITA’ UNA META’-IN UNA CURVA MOLTO PERICOLOSA ED IMPORTANTE

 

Una faccenda che non ha fine come le misericordie di Dio. Così -è ora un classico- in Via Ragalidda dove il sindaco che vuol fare giocare a fare il furbetto od interpretare il ruolo del Conte Dracula inventato da V. Stoker, con la gente ha pensato  di attivare i lampioni solo per una parte degli abitanti lasciando inattivatI  il resto  – circa sei – e quindi lasciando al buio  le persone come fossero vampiri amanti del buio , da quasi due anni-   che protestano  vibratamente financo negli uffici giudiziari dove una recente  denuncia del comitato civico è stata dilatata. 

Altro che dovere del sindaco promuovere la partecipazione civica    Si attende l’esito delle indagini – auspichiamo- del Pubblico Ministero    E vi sono pure le corresponsabilità : dal sindaco all’assessore Alberto Mazzaglia che ha la delega in materia e non è intervenuto per timore della revoca incarico assessoriale. Che vergogna assessore Mazzaglia!  Anche lei  è colpevole comunque  e vada pure a nascondersi come i bambini.

MA A NICOLOSI ,PER OMESSA MANUTENZIONE, CADONO ANCHE I PALI  DELLA LUCE

Questa l’interrogazione presentata dal Gruppo dell’opposizione :

“Sono presenti il Sindaco, l’ Assessore Salvatrice Letizia Bonanno, l’Assessore Alessandro Chisari, l’Assessore Alberto Mazzaglia e l’Assessore Alfredo Consoli.Il Presidente del Consiglio Comunale cede la parola al Consigliere Di Mauro, che in qualità di interrogante legge il testo dell’ interrogazione, la quale costituisce parte integrante del presente atto.Il Sindaco risponde, leggendo il testo dell’interrogazione presentata, che anch’essa costituisce parte integrante del presente atto.

Replica il Consigliere Di Mauro, che esprime la sua preoccupazione riguardo al fatto che non affidare la manutenzione ordinaria ad una Ditta, si stia rivelando una scelta negativa, in quanto, i tempi di intervento si allungano considerevolmente. Sebbene possa sembrare, sotto il profilo economico, una soluzione vantaggiosa, in realtà ciò non garantisce un’adeguata resa dei servizi. Nicolosi, infatti, non può permettersi di restare al buio per lunghi periodi.

Prosegue l’intervento, invitando l’Amministrazione comunale a prendere in considerazione l’idea di affidare l’incarico ad una Ditta specializzata per effettuare la verifica dei pali di sostegno dell’illuminazione pubblica, poiché è evidente, che è in gioco la sicurezza di tutti. Il Consigliere Di Mauro aggiunge che continuano a giungere segnalazioni, da parte dei cittadini, riguardo alla strada che conduce al cimitero, una zona che è completamente al buio. Questo non solo crea disagio, ma rappresenta anche un serio pericolo per chiunque si trovi a percorrere quel tratto. Infine, conclude l’intervento, sollecitando l’Amministrazione comunale a rendere l’ingresso del paese adeguatamente illuminato per migliorarne la sicurezza, ma anche per dare una migliore immagine del nostro paese.

 

Decine di pali della pubblica illuminazione cadono a pezzi - RiminiduepuntozeroPalo dell'illuminazione pende pericolosamente, bloccata la strada per il faro - Zonalocale

Archivio-Sud Libertà

Ed ancora l’interpellanza:  “Che la mancata manutenzione dei sostegni degli  impianti di pubblica illuminazione può determinare oltre al non perfetto funzionamento dell’impianto stesso anche gravi conseguenze per il cittadino e la circolazione stradale   -Che si è verificato un inconveniente grave in via Della Quercia c on la caduta improvvisa di un palo della pubblica illuminazione- Che continuano a pervenire ai sottoscritti segnalazioni da parte di diversi cittadini di Nic olosi in merito a carenze , guasti e malfunzionamenti degli impianti di pubblica illuminazione

Che il mancato funzionamento degli impianti di che trattasi determina, da un lato, insicurezza nella popolazione residente e dall’altro pericolim  per la pubblica incolumità

chiedono di conoscere  se a seguito della caduta improvvisa del palo della pubblica illuminazione è stato affidato un apposito appalto per la verifica e il  controllo dei sostegni dei pali della pubblica illuminazione in tutto il territorio comunale

Se di tale verifica è stato redatto un apposito verbale   – Ed ancora: come è stato eseguito l’intervento di rimozione del palo caduto e la messa in sicurezza dell’impianto.    Se poi è stato affidato un servizio annuale di pronto intervento e manutenzione degli impianti di pubblica illuminazione.

 

Angelo Pulvirenti sindaco di Nicolosi - Etna, il rifiuto della normalità

Il Sindaco del Comune di Nicolosi dr Angelo Pulvirenti

 

Ed infine l’ennesima menzogna del sindaco, di dire che “……si procede alla manutenzione con cadenza settimanale ..”visto che  il popolo di Via Ragalidda ha fornito la prova che la manutenzione non veniva svolta da circa due anni e in un lungo tratto iniziale  non attivati ancora  i lampioni, oltre il tempo biennale .   Che faccia tosta signor sindaco a dire bugie all’opposizione interrogante

 

 

 Il sindaco di Nicolosi  Angelo Pulvirenti azzarda questa risposta:

Non si è proceduto alla verifica dei sostegni stante che con l’efficientamento energetico  effettuati nel territorio comunale sono state sostituite n1039 armature controllando per le stesse  da parte della ditta appaltatrice che il palo fosse in buona condizione tale da consentire la sostituzione dell’armatura stessa.  Per i  restanti  sostegni le condizioni vengono verificate ogni qual volta vengono interessate da manutenzione o sostituzione delle armature interessate da  SAP a LED-

E’ stato redatto apposito verbale della messa in opera delle armature con la redazione del certificato di regolare esecuzione-  La rimozione del palo caduto è stata effettuata con apposito camion munito di gru, mettendo in sicurezza gli allacci elettrici , alla data odierna il palo in oggetto è stato sostituito con altro palo nuovo-

Non è stato affidato nessun servizio annuale di manutenzione ma si procede di volta in volta alla manutenzione con cadenza settimanale ovvero ogni qual volta questa si rende necessaria

Siracusa, arrestati due pastori che avevano sparato, a colpi di fucile, ad un uomo

Risultato immagini per immagini di pastori che sparano

Archivi -Sud Libertà
Siracusa,
Indagini complesse ma ben ricostruite dai Carabinieri specialisti nella dinamica dei fatti  E’ così che i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile (NORM) della Compagnia di Noto hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto due uomini ritenuti responsabili di un tentato omicidio avvenuto la sera del 29 gennaio u.s. ai danni di un cittadino bulgaro domiciliato in un’abitazione sita nell’agro di Rosolini (SR). 
Quella sera la tranquillità delle campagne fu interrotta da due colpi di fucile. Poco più tardi una chiamata al 112 allertò i Carabinieri di Noto (SR) indirizzando gli uomini dell’Arma verso un casolare dove i militari rinvennero un uomo gravemente ferito al collo ed al capo da un colpo di fucile sparato quasi a bruciapelo e che solo per fortunoso caso non ne aveva cagionato la morte. La vittima, soccorsa da personale del 118, fu condotta all’ospedale di Avola e sottoposta ad un delicato intervento chirurgico, che gli ha salvato la vita. 
Sul posto i Carabinieri identificarono nell’immediatezza il proprietario dell’immobile, testimone oculare del reato. Grazie alle sue dichiarazioni si sarebbe potuto facilmente ricostruire l’accaduto, si pensava: ed invece le indagini, subito avviate, sono state inizialmente intralciate proprio dalla mancata collaborazione della vittima e dell’unico testimone, che hanno fornito la stessa, poco credibile versione su quanto accaduto, dicendo che mentre si trovavano soli in casa una vettura si era avvicinata all’ingresso ed una persona ignota aveva inspiegabilmente sparato un colpo alla vittima, allontanandosi subito dopo.
Tali dichiarazioni, anche alla luce delle risultanze investigative emerse fin dal primo sopralluogo, sono tuttavia subito apparse inverosimili: troppi erano infatti gli elementi mancanti per ricostruire il fatto, a cominciare dai due bossoli che non sono stati rinvenuti nel luogo indicato da vittima e testimone. I Carabinieri si sono perciò indirizzati su altre ipotesi, avvalendosi della propria conoscenza del territorio e delle dinamiche interpersonali.
L’escussione di altre possibili persone informate sui fatti e l’attività tecnica disposta dal titolare dell’indagine – Sostituto Procuratore Dott. G. – hanno consentito quindi di raccogliere successivamente gravi e concordanti indizi in capo ai veri autori di quello che è stato in realtà un tentato omicidio, ricostruendo nel dettaglio la dinamica dei fatti e consentendo inoltre di recuperare l’arma utilizzata dai rei per colpire la loro vittima: un fucile cal. 12 a canne mozze. 
Secondo la ricostruzione degli uomini del NORM della Compagnia di Noto (SR), quella sera, vittima e testimone non erano da soli in casa, come raccontato dagli stessi, ma erano presenti anche altri due soggetti, poi identificati come autore e mandante del tentato omicidio: N.F. pregiudicato, sprovvisto di permesso di soggiorno di anni 37 e S.N., agricoltore di anni 28 di Rosolini. Il Tunisino aveva avuto un litigio con la vittima e per vendicarsi aveva aizzato contro di lui il S., al quale, conoscendolo come persona rissosa e violenta, aveva raccontato falsamente che il bulgaro aveva intenzione di rovinargli il raccolto. Il S., imbracciato un fucile a canne mozze che deteneva illegalmente, era quindi subito andato a cercare il bulgaro, al quale ha teso un agguato nel cortile dell’abitazione, sparandogli proditoriamente mentre usciva di casa. 
I due, badando bene di lasciare sul posto meno tracce possibili, si erano poi dati alla fuga convinti che la vittima fosse deceduta.
Così in realtà non era, ed i Carabinieri hanno avuto modo di registrare delle ulteriori minacce mosse alla vittima per telefono dal tunisino, deciso a “finire il lavoro” senza questa volta “sbagliare il bersaglio”. Proprio questo dettaglio, che lasciava intendere un’imminente tentativo di reiterazione del reato, ha indotto il Pubblico Ministero ad emettere un decreto urgente di fermo di indiziato di delitto nei confronti di entrambi gli autori del delitto.
Il tunisino, che dopo il delitto, temendo di essere rintracciato dai Carabinieri di Noto, si era allontanato dal comune siracusano e si era rifugiato nelle campagne di Bronte (CT), è stato raggiunto nella mattinata del 15 febbraio e catturato mentre accudiva alcuni bovini. S.N. invece è stato tratto in arresto a Rosolini. 
I Carabinieri dell’aliquota operativa della Compagnia di Noto hanno altresì rinvenuto, ben occultato nel terreno nei pressi del muro di recinzione della proprietà del S., il fucile usato per ferire la vittima.
I due uomini, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Siracusa-Cavadonna e nella mattinata di ieri i Giudici per le indagini preliminari di Siracusa e di Catania hanno convalidato il fermo di indiziato di delitto.

SUD LIBERTA’-QUOTIDIANO ANTIMAFIA DENUNCIA FACEBOOK PER IL BLOCCO DEGLI ARTICOLI

 

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Oggetto:  DIFFIDA DIREZIONE FACEBOOK –   ESPOSTO ALLA PROCURA DELLA

                      REPUBBLICA SULLA  CONDOTTA  DI FACEBOOK  CHE DISATTIVA

                     DAL 2016 TUTTI I POST DEL QUOTIDIANO ON LINE SUD LIBERTA

                     

           Facebook Inc. è una società statunitense fondata nel 2004 che detiene il controllo e la gestione del celebre servizio di rete sociale e media (c.d. social network e social media) denominato Facebook, e che, in qualità di capogruppo, opera a livello europeo con l’impresa Facebook Ireland Ltd e in Italia con la società controllata Facebook Italy s.r.l. – Facebook, lanciato da Facebook Inc. nel febbraio 2004 e disponibile attualmente in 100 lingue (in italiano dal 2008), si basa su una piattaforma che, adoperando una serie di linguaggi di programmazione in continua evoluzione, consente su scala globale la socializzazione e l’interazione multilivello, dal piano privato a quello commerciale, mediante accesso ad essa da dispositivi mobili (smartphone e tablet) o fissi. – Il sito web di Facebook, che a oggi annovera circa 2 miliardi di utenti attivi, è il terzo più visitato al mondo dopo Google e YouTube, e il primo social network per numero di utenti registrati.       

 

Il sottoscritto  Dr.Raffaele Lanza residente in Catania, nella qualità di Direttore Responsabile della Testata giornalistica “SUD LIBERTA’ –QUOTIDIANO ANTIMAFIA”  , REGOLARMENTE REGISTRATA AL TRIBUNALE DI CATANIA N.8/2018,   nonché sociocomproprietario del giornale preriferito, in relazione ad “blocco visione di tutti i post/articoli/servizi pubblicati su SUD LIBERTA’  e condivisi  sull’omonima Pagina del Social  Sud Libertà di Facebook –account di Raffaele Lanza -per una presunta “Violazione ai nostri standard della comunità”  – e sottoespressione ad ogni Post:”  I post vengono rimossi per contenuto offensivo segnalato da alcuni utenti..”

Precisiamo che non è più possibile condividere qualsiasi tipo di articolo su Facebook perché esce la seguente finestra: “Non è possibile inviare e condividere il messaggio ( ARTICOLO )per il contenuto offensivo del Post segnalato da alcuni utenti

Risultano censurate numerose pagine di SUD LIBERTA’, alcune di esse non abbiamo più la disponibilità pur essendo gli autori  intellettuali, Facebook  preferisce il silenzio alle nostre richieste di segnalare  quale sia eventualmente  il post o i post che, a loro dire “violino gli stardard della comunità..”.

Poiché  a riguardo  Voi, Facebooh,  non avete finora risposto alla Segnalazione dello scrivente né il team di assistenza ,né i revisori, ma avete attuato il black.out  del giornale SUD LIBERTA’ DAL 2016 addirittura senza spiegare  le ragioni né avete  attivato un logico contradditorio, chi scrive , il Giornale e la Redazione

                                                                       CONTESTANO 

 

Tale condotta perché costituisce un grave pregiudizio che impedisce senza alcuna ragione o giustificazione l’esercizio dei diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione italiana

Questo comportamento arbitrario di Facebook, omissivo pure nel dare risposte, persino a rispondere telefonicamente ,integra una violazione della privacy e della proprietà intellettuale visto che diversi contenuti dei post – e dati personali -non sono più nella disponibilità degli autori del Quotidiano antimafia SUD LIBERTA’.  Post che, fra l’altro sono anche condivisi da lettori ed utenti di Facebook che adesso non potranno più visualizzare ciò che hanno condiviso o è loro “piaciuto” sin dal 2016, anno –paradossalmente – in cui sono stati disattivati indistintamente tutti i post di SUD LIBERTA’

                                                           

                                                                    RICHIEDE

alla direzione Facebook  di voler rimuovere la “cancellazione delle pagine” del Quotidiano preriferito sul profilo dello scrivente e sulla Pagina gestita sul medesimo Social nella consapevolezza di non aver violato le normative vigenti in materia di Stampa né di aver usato un linguaggio offensivo nei confronti di chicchessia. 

Vi segnaliamo  che, a mente di recenti Ordinanze del Tribunale “nessun post di giornali  può essere rimosso o cancellato dal Social sia perché i giornali on line hanno eguale garanzia costituzionale sia perché la decisione spetta unicamente ad un Tribunale, non a Facebook”      coerentemente ad alcune Sentenze già emesse da Tribunali italiani (Roma ad es.)…

Ricordo  pure che l’autore della presente , in possesso di Laurea  Specialistica in Cultura e linguaggi della comunicazione nonché di Specializzazione In Giornalismo  e 38 anni di Iscrizione all’Albo prof.Giornalisti di Sicilia, è Specializzato pure in Materia di “Diffamazione a mezzo Stampa, segreto istruttorio e Libertà di Stampa” già Docente(T.) all’Ist.Superiore di Giornalismo-Università di Palermo- Sez Acireale

E’ un fatto normale poi che i destinatari dei nostri servizi giornalistici ,con immagini rese dalle Agenzie e pubbliche, tipicamente critici  -e non offensivi- provino fastidio   dalle nostre denunce nate esclusivamente per migliorare la società e  l’Italia.   

 

                               INTERVENTO DEL SIG.PROCURATORE DELLA REPUBBLICA

 

AL SIG.PROCURATORE DELLA REPUBBLICA , IN INDIRIZZO, SI RICHIEDE LA VERIFICA DI EVENTUALI REATI DA PARTE DELL’AZIENDA AMERICANA FACEBOOK CHE NON HA RISCONTRATO LA NOSTRA RICHIESTA DI CHIARIMENTI NELLA CONSAPEVOLEZZA  DI AVER UTILIZZATO QUESTO SOCIAL  NELL’ASSOLUTO RISPETTO DELLE CONDIZIONI D’USO E DELLE LEGGI VIGENTI IN MATERIA SENZA PORRE IN ESSERE ALCUNA AZIONE LESIVA DEI PRINCIPI CHE TALI PREVISIONI INTENDONO TUTELARE.      L’UNICA CERTEZZA  E’ AL MOMENTO- NELL’OSSERVANZA DELLE NORMATIVE E GIURISPRUDENZA CONSOLIDATA DEL SETTORE – IL REATO DI OMISSIONE DI RISCONTRO INFORMATIVO DELLA DIREZIONE DI FACEBOOK CON SEDE IN ITALIA  FACEBOOK , QUESTO SOGGETTO STATUNITENSE POICHE’ E’ SEGUITO DA UN PUBBLICO IMMENSO, ANCHE ISTITUZIONI PUBBLICHE, NON PUO’ FARE QUELLO CHE VUOLE OD INTIMIDIRE I GIORNALI ANTIMAFIA A RICHIESTA ,PROBABILMENTE, POLITICA O DI AFFINE CLASSE DIRIGENZIALE.

SI RICHIEDE AL SIG PROCURATORE UN INTERVENTO TRAMITE L’AZIONE PENALE DEL PUBBLICO MINISTERO. Una certezza:  Facebook non può operare- a nostro avviso – neppure una censura in via preventiva come fa con SUD LIBERTA’ quando un nostro redattore clicca su Facebook per la condivisione di un articolo. Ma la mancanza di una comunicazione chiara sul metodo solleva dubbi sulla democraticità delle decisioni del social in chi conosce bene i meccanismi della comunicazione digitale. “E’ importante a nostro avviso non sottovalutare il fenomeno anche sotto l’aspetto penale perché la cancellazione dei post di SUD LIBERTA’ non può avvenire indistintamente per tutti gli articoli, sia religiosi che sportivi o d’attualità .Le regole devono essere chiare perché vi sono riflessi e conseguenze sociali sulla società italiana e sui lettori che seguono e visualizzano il Quotidiano in esame

-. Ci fidiamo delle segnalazioni di una piattaforma di attivisti e delle decisioni di una società da 40 miliardi di dollari di fatturato? Questa è una questione di democrazia e di intervento della Magistratura su una Azienda che adesso sta esagerando con i suoi metodi inusitati nel nostro Paese“. Che dovrebbe essere entrare nelle aule parlamentari e non essere competenza di Facebook. Il problema da valutare ai fini della comprensione della violazione degli articoli della Costituzione …..nonchè se in tale condotta il Pubblico Ministero possa ravvisare reati è del metodo usato.Non c’è una nota metodologica, che spieghi come e perché è stata condotta questa assurda censura nei confronti di un giornale on line che ha la peculiarità di indagare incisivamente sulle vicende politiche e dirigenziali della società italiana.

Il giornale SUD LIBERTA’ non ha ancora risorse economiche, non viviamo di contributi,ma di autofinanziamento , ci spinge l’amore verso il giusto ;pare oramai chiaro, che si tratta in realtà  di una vera e propria minaccia in puro stile mafioso. Di quella mafia che solo i democratici ne fanno ottimo utilizzo. Perché non è solo un fatto di una gravità inaudita ma qualcosa di più; una premessa per future azioni ancora più pesanti e censorie.

Né si può obiettare che la scelta di Facebook – sia autonoma,fatta da piattaforma privata. Ma, la questione qui è diversa. Questi non sono solo strumenti che ci permettono di scambiare informazioni o alimentare un dozzinale gossip, parlare di calcio , di cinema., di cronaca nera, giudiziaria, di religione  . E se Zuckerberg e compagni sono fortemente e legittimamente attivi nel dibattito pubblico delineando una propria strategia ideale e di valori, possiamo altresì ritenere che Facebook e loro creature social non possano più essere identificate come ‘’luogo terzo’’, ma come piattaforme in cui  è segreto il meccanismo di oscuramento dei revisori dei Post , è automatico o quasi l’accoglimento delle  segnalazioni anche false di interessati ai post e comunque non si può  esondare da una cornice generale ben delineata e circoscritta che cozza con le normative        di legge e costituzionali a garanzia dei quotidiani italiani.

                                            

                              –      DIFFIDA DIREZIONE AZIENDA FACEBOOK-

 

 Chiediamo inoltre – e diffidiamo la direzione Facebook di rivelare, ai sensi della normativa vigente in Italia in materia di trasparenza, l’identità,il nome o i nomi con estremi della “segnalazione” eventualmente inviata al fine di interloquire con gli stessi e comprendere le vere motivazioni che hanno indotto gli autori  ,probabilmente ,a segnalare il falso per frenare od  oscurare le denunce di SUD LIBERTA’..        Ricordiamo anche –segnaliamo doverosamente  all’Ecc.mo Sig  Procuratore della Repubblica  di Catania-  l’obbligo per Facebook  di fornire una risposta precisa –non elusiva come nei suoi moduli (del Centro Assistenza) usati FUORVIANTI –E NON PERTINENTI agli utenti  e che l’omissione costituisce,si ribadisce, secondo una consolidata Giurisprudenza di Cassazione italiana , reato penale – come il Pubblico Ministero- potrà con propria indagine valutare e, pensiamo accertare, visto che Facebook coinvolge oltre due miliardi di utenti compresi En ti pubblici ed Istituzioni Statali compresi governanti italiani e del mondo intero

.La presente pertanto ha valore anche di diffida – entro sette giorni dal ricevimento della presente -.

Lo scrivente resta, in ogni caso, disponibile all’apertura di una mediazione /i confronto per il ripristino dei Post congelati e finora  perduti..

Si resta in attesa                          

                                                      IL     DIRETTORE  RESPONSABILE

                                                                  Dr. Raffaele Lanza