Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, in Groenlandia ,in “missione” inviato da Trump

 

 

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance  - (Afp)

 

 

l vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance e sua moglie Usha Vance, sono sbarcati oggi in Groenlandia, atterrando alla Pituffik Space Base. La ‘missione’ del vicepresidente è stata al centro delle domande rivolte al presidente Donald Trump nello Studio Ovale oggi. “Andiamo d’accordo con la Groenlandia e con la Danimarca, che fa molti affari negli Stati Uniti.

Noi dobbiamo avere la Groenlandia, per questioni di sicurezza internazionale, è molto importante“, ha detto Trump.

Navi cinesi e russe sono dappertutto, noi non possiamo pensare che la Danimarca si occupi della situazione. Non parliamo di pace per gli Usa, parliamo di pace mondiale e sicurezza internazionale. Ci sono navi da guerra dappertutto, non possiamo lasciare che accada: dobbiamo proteggere il nostro paese e il mondo. La Groenlandia è molto importante per la pace mondiale, penso che la Danimarca e l’Unione Europea lo capiscano”, ha aggiunto il presidente.

La visita di Vance  -Groenlandia significa “pace mondiale”

Dopo aver ricevuto un benvenuto formale dal colonnello Susan Myers e dal capo sergente maggiore Holly Vaught, la coppia è salita su un veicolo blindato ed è stata condotta all’interno della base. “L’amministrazione Trump e il Presidente sono molto interessati alla sicurezza artica. Come sapete, è una questione importante, e lo sarà sempre di più nei prossimi decenni”, ha detto Vance, escludendo un aumento della presenza miliare americana in tempi brevi.

Sappiamo che Russia, Cina e altre nazioni stanno mostrando interesse per il passaggio artico e le rotte di navigazione” oltre che per i diritti minerari della regione, ha detto, sottolineando che se gli Stati Uniti non si interessano alla Groenlandia, “lo faranno altre nazioni”.

“È noto che troppo spesso i nostri alleati in Europa non sono stati al passo. Non sono stati al passo con la spesa militare – ha denunciato Vance – E la Danimarca non è stata al passo nel dedicare le risorse necessarie per mantenere questa base, per mantenere le nostre truppe e, a mio avviso, per mantenere il popolo della Groenlandia al sicuro da molte incursioni molto aggressive da parte di Russia, Cina e altre nazioni”.

Premier Nielsen: “Visita Vance non mostra rispetto   perchè non c’è un governo in carica”

Il nuovo premier della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen, ha ricordato che “la situazione in cui si viene in visita quando non c’è un governo in carica, insistiamo, non mostra rispetto per un alleato”. “È un peccato, ma ora abbiamo un governo che deve mettersi al lavoro,” ha dichiarato ai giornalisti poco dopo la formazione della nuova coalizione di governo.

Nielsen ha poi sottolineato che la priorità dell’esecutivo sarà affrontare una “situazione di politica estera che richiede azione, ed è la prima cosa che vogliamo risolvere”. Pur definendo la Danimarca l’alleato più stretto della Groenlandia…..

Percorsi di Legalità: in scena con la Polizia di Stato

 

 

Percorsi di legalità

 

È iniziato oggi, con la tappa di Salerno, il progetto “Percorsi di Legalità: in scena con la Polizia di Stato”, rivolto agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado.

L’obiettivo principale dell’iniziativa, che si svilupperà in sei incontri, è quello di avvicinare i giovani ai valori della legalità attraverso un linguaggio artistico e teatrale, affrontando tematiche sociali come il contrasto alla violenza di genere, la sicurezza stradale e ferroviaria, la sicurezza informatica, il bullismo, l’importanza dello sport e il rispetto delle diversità.

 

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Gli incontri teatrali sono caratterizzati da un approccio dinamico e interattivo in cui gli studenti hanno l’opportunità di partecipare a giochi a quiz tematici, visionare spot e cortometraggi educativi, assistere a dibattiti e ascoltare testimonianze di personaggi del mondo dello sport e della cultura sui vari temi proposti dagli specialisti della Polizia di Stato.

Il teatro Augusteo di Salerno, questa mattina, ha ospitato il primo appuntamento . A moderarlo è stata la giornalista Concita De Luca ed erano presenti il questore di Salerno Giancarlo Conticchio, il sindaco Vincenzo Napoli e il provveditore agli studi Mimì Minella.

 

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L’evento è stato aperto da un flash mob degli studenti incentrato sul tema della “rete solidale” ed è proseguito con momenti di spettacolo e di riflessione attraverso esibizioni musicali, performance teatrali e attività interattive. Gli studenti sono stati i protagonisti sul palco e hanno interagito con i poliziotti anche attraverso la piattaforma Kahoot!

Il Kahoot è un gioco online in cui i ragazzi si sono connessi con il proprio telefono per rispondere a domande create da un operatore di Polizia sulla base dei video divulgati su tematiche di sicurezza stradale e ferroviaria. Alle risposte esatte sono stati assegnati dei punti e al termine è stato eletto il vincitore, premiato dal questore Conticchio.

Insieme agli specialisti della Polizia postale gli studenti, giocando, hanno messo alla prova le loro conoscenze sui pericoli del web e sui rischi della rete, mentre, con i rappresentanti dell’Oscad  e delle Fiamme oro  hanno affrontato i temi del rispetto, dell’inclusione e dei reati d’odio commessi anche online.

 

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A coinvolgerli nella riflessione su questi importanti temi sono stati anche il cantante Rocco Hunt e il nuotatore della Fiamme oro Manuel Bortuzzo, con due videomessaggi.

Nel piazzale antistante al teatro, infine, i ragazzi hanno potuto conoscere da vicino il lavoro dei poliziotti della Scientifica visitando il Fullback, laboratorio mobile per l’analisi della scena del crimine.

I prossimi appuntamenti si terranno il 23 aprile al teatro Petrarca di Arezzo, il 29 aprile al teatro Sociale di Brescia, il 15 maggio al teatro Brancaccio di Roma, il 22 maggio al teatro Alfieri di Asti e il 27 maggio al teatro Piccinni di Bari.

Il Progetto è realizzato dall’Ufficio comunicazione istituzionale della Polizia di Stato in collaborazione con la Polizia postale, ferroviaria, i Gruppi sportivi Fiamme oro e Oscad (Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori).

Misure di prevenzione antimafia Palermo – Sequestri per 1,4 milioni di euro nei confronti di altri due favoreggiatori della latitanza di M. Messina Denaro

 

 

 

Palermo

I  finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a due decreti di sequestro per un valore complessivo di 1,4 milioni di euro, emessi dal Tribunale di Trapani – Sezione Misure di Prevenzione nei confronti di una donna e un uomo risultati tra i principali fiancheggiatori di M. M. Denaro.

I sequestri giungono all’esito di due procedimenti di prevenzione avviati in seguito alla cattura del latitante su delega della Procura della Repubblica – D.D.A.

Gli accertamenti, nello specifico, sono stati finalizzati a ricostruire il profilo patrimoniale delle persone sopra richiamate (condannate, all’esito del primo grado di giudizio celebrato con rito abbreviato, rispettivamente, alla pena di 11 anni e 9 mesi e di 14 anni di reclusione) e dei loro nuclei familiari, nonché a tracciare possibili flussi di denaro diretti a finanziare la latitanza del “boss” di Cosa nostra.

In tale contesto si è delineata la concreta attività di sostegno assicurata al latitante da entrambi i soggetti, mettendo in luce il ruolo fondamentale dagli stessi esercitato per garantire al “boss” quella rete di protezione indispensabile per poter continuare ad agire in condizioni di clandestinità.

Pertanto, il Tribunale di Trapani – Sezione Misure di Prevenzione, accogliendo le ricostruzioni dei finanzieri e le prospettazioni della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, nel ravvisare una situazione di evidente sperequazione tra fonti di reddito e impieghi, ha disposto il sequestro di:

  • n. 8 immobili (appartamenti e terreni), localizzati a Campobello di Mazara (TP), Castelvetrano (TP) e Palermo; n. 13 rapporti bancari; n. 1 veicolo, per un valore complessivo stimato in circa 1,4 milioni di euro.

I sequestri fanno seguito all’analoga misura eseguita nelle scorse settimane nei confronti di un altro favoreggiatore della latitanza di M. D., che aveva riguardato un patrimonio di oltre 3 milioni di euro.

Il servizio testimonia ancora una volta l’azione che la Guardia di finanza svolge, nell’ambito delle indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Palermo, nel settore del contrasto patrimoniale alla criminalità organizzata, con il fine di aggredirne le ricchezze illecitamente accumulate.

I provvedimenti sono stati disposti in attesa del contraddittorio che avrà luogo nell’ambito dell’udienza fissata dinanzi al citato Tribunale

Dighe, dal Mit l’ok all’aumento della capienza dell’invaso Rubino, in Sicilia, nel Trapanese

 

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Potrà aumentare di circa 2,4 milioni di metri cubi la quantità di acqua accumulabile nella diga Rubino, nel Trapanese. Il ministero delle Infrastrutture ha autorizzato l’innalzamento di 2 metri del livello di invaso, portandolo da 178,40 metri sul livello del mare a 180,40. Questo provvedimento scongiurerà il rischio di dover sversare in mare, una volta superato il limite precedentemente autorizzato, consistenti quantitativi di acqua essenziale per l’irrigazione. 

«È un’altra notizia positiva per gli agricoltori della provincia di Trapani. Il ministero – dice il presidente Schifani – ha accolto la nostra richiesta, dopo le valutazioni tecniche sulla sicurezza della diga, a seguito dei lavori di manutenzione straordinaria effettuati recentemente. Sempre nel Trapanese, grazie a un serrato dialogo con il ministero, nelle scorse settimane abbiamo ottenuto la sospensione dello svuotamento e lo stop alla messa fuori esercizio della diga Trinità di Castelvetrano. 

È la conferma del lavoro che il mio governo porta avanti quotidianamente per affrontare l’emergenza idrica, grazie anche al lavoro svolto dal commissario ad acta, Salvo Cocina, con nuovi studi e indagini sulla sicurezza degli impianti. Andiamo avanti su questa strada, consapevoli del grande lavoro che resta da fare sul piano delle infrastrutture idriche per garantire maggiore tranquillità ai cittadini e agli agricoltori siciliani».  

La Regione lo scorso 14 marzo aveva richiesto al ministero l’autorizzazione a innalzare il livello idrico del bacino. La diga Rubino è stata oggetto di significative opere di manutenzione straordinaria e miglioramento, mentre è in corso di attuazione un intervento, incluso nel secondo addendum dei finanziamenti a valere sui fondi Fsc 2014-2020, per l’esecuzione della verifica sismica della diga e delle opere accessorie.

Eni Versalis, Regione Sicilia firma protocollo per riconversione del Polo di Priolo- Ragusa

 

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«Alla luce degli impegni presi da Eni per il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, sia per i propri dipendenti sia per quelli delle aziende dell’indotto, la Regione Siciliana ha deciso che firmerà il protocollo Eni-Versalis per la riconversione del Polo di Priolo-Ragusa».

Lo ha annunciato il presidente Renato Schifani, dopo le interlocuzioni avute con la società e con il ministero delle Imprese. «Ringrazio il ministro Adolfo Urso – ha aggiunto il governatore – per essersi fatto portatore delle nostre istanze per avere maggiori garanzia a tutela di lavoratori e imprese dell’Isola».

Al momento della firma del protocollo d’intesa, infatti, il governo regionale, con l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, si era riservato di approfondire il testo per verificare che gli impegni assunti dall’impresa fossero contenuti nel testo dell’accordo. La Regione ha, quindi, formulato alcune richieste. In primo luogo, ha chiesto che l’impegno a mantenere i livelli occupazionali fosse assunto già nell’immediato e per tutta la durata dell’investimento in Sicilia. A tal proposito, ha voluto che le tutele sul personale, estese anche all’indotto, riguardassero specificamente la Sicilia e non fossero considerate su base nazionale. Infine, ha chiesto l’attivazione di iniziative di supporto per le imprese dell’indotto, come ad esempio il mentoring, al fine di agevolarne la riconversione.

Le istanze avanzate dalla Regione sono state tutte accolte e raccolte in un addendum al protocollo, nel quale si specifica anche che “nella regione Sicilia gli investimenti previsti saranno complessivamente superiori ai 900 milioni di euro, di cui 800 per la bioraffineria, 100 per la piattaforma circolarità con l’impianto Hoop di riciclo chimico delle plastiche e alcune decine di milioni a Ragusa per i progetti riportati nel protocollo”.

«Su impulso del presidente Schifani – commenta Dagnino – abbiamo lavorato con cura alla formulazione di una richiesta ferma e circostanziata, con l’obiettivo di arrivare a un testo nettamente migliorativo rispetto al protocollo originario e contenente impegni tangibili e puntuali a tutela del tessuto economico e sociale regionale. Siamo riusciti nell’intento e adesso vigileremo perché i contenuti dell’accordo, come modificato secondo le nostre richieste, siano pienamente rispettati dall’investitore».

«Il governo Schifani – aggiunge l’assessore delle Attività produttive Edy Tamajo – segue con la massima attenzione questa vertenza sin dalla prima ora, consapevole dell’importanza strategica che i siti industriali di Priolo e Ragusa rivestono per il sistema imprenditoriale siciliano. Accogliamo positivamente anche la disponibilità di Eni-Versalis a illustrare le modalità attuative del Protocollo nell’ambito di un apposito Tavolo di coordinamento e monitoraggio. È un segnale di apertura e trasparenza che riteniamo indispensabile per garantire un processo di riconversione sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale».

Sgominata una rete di “armieri”. 9 arresti

 

personaggio del film noir - gangster foto e immagini stock

 

 – Reggio Calabria
Un’operazione imponente dell’Arma dei Carabinieri ha portato all’arresto di nove persone, tutti con precedenti per reati contro il patrimonio e la persona. Il blitz, che ha visto impiegati oltre 100 militari dell’Arma, si è concentrato nel quartiere di Arghillà.
Si precisa-informa il Comando Carabinieri- che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, per gli arrestati, vale il principio di non colpevolezza fino a condanna definitiva, come previsto dalla normativa vigente.

L’indagine, condotta dalla Compagnia Carabinieri di Reggio Calabria tra novembre 2024 e marzo 2025 sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria diretta dal dott. Giuseppe Lombardo, ha permesso di ricostruire l’intensa rete di traffico e detenzione di armi clandestine, evidenziando il ruolo di primo piano del gruppo criminale nell’approvvigionamento e nella distribuzione di armamenti illegali. Gli arrestati erano in grado di reperire e movimentare con estrema facilità un vasto arsenale, grazie a solidi legami con altre organizzazioni malavitose e a una fitta rete di complicità.

I militari dell’Arma hanno accertato come il gruppo avesse stabilito un sistema ben organizzato per il trasporto e la custodia delle armi, sfruttando abitazioni private, magazzini e persino edifici abbandonati. La logistica del sodalizio criminale era tale da consentire la rapida movimentazione degli armamenti, che venivano trasferiti da un luogo all’altro per eludere eventuali controlli delle forze dell’ordine. Inoltre, l’indagine ha rivelato come il traffico di armi fosse strettamente collegato ad altre attività illecite, tra cui estorsioni e regolamenti di conti.

L’inchiesta ha documentato diversi episodi di violenza: in più occasioni, colpi di arma da fuoco sono stati esplosi in luoghi pubblici, generando pericolo per la popolazione locale. Le armi venivano utilizzate per risolvere controversie tra gruppi rivali e per atti intimidatori, contribuendo a un clima di forte tensione nel quartiere.
Gli investigatori hanno accertato che il gruppo criminale disponeva di numerosi nascondigli, sfruttando garage, sottotetti e aree comuni per occultare il proprio arsenale e renderlo immediatamente disponibile all’occorrenza.
L’operazione aveva già condotto, nei mesi scorsi, al sequestro di decine di fucili e pistole, di diverso calibro e modello, tra cui armi di fabbricazione artigianale e modificate per aumentarne la potenza. Sono state inoltre recuperate migliaia di munizioni, comprese cartucce per armi automatiche e da guerra.
Il sequestro più allarmante ha riguardato il ritrovamento di panetti di tritolo con detonatori e componenti elettrici, materiale altamente pericoloso e pronto per essere utilizzato nella realizzazione di ordigni esplosivi telecomandati.
L’arsenale era ben conservato e costantemente rifornito, segno di una gestione meticolosa da parte dell’organizzazione criminale. 

Giustizia malata, referendum all’orizzonte L’Aula della Camera respinge con 215 voti la mozione di sfiducia a Nordio

 

 

Con il referendum all’orizzonte dopo il via libera della Commissione Giustizia del Senato sul provvedimento, l’Anm lancia l’allarme al Quirinale sugli attacchi che arrivano dall’esecutivo, illustrando al capo dello Stato Mattarella anche i dubbi sugli effetti della separazione delle carriere dei magistrati.

Tutto nel giorno in cui l’Aula della Camera con 215 voti respinge la mozione di sfiducia al Guardasigilli Carlo Nordio, presentata dall’opposizione dopo il caso del generale libico Almasri e da cui si è sfilato il gruppo di Azione, scegliendo di non partecipare al voto.

“Le osservazioni dell’opposizione ricordano i libelli dell’inquisizione – ha commentato il ministro nella sua replica, rivelando “il sospetto che tutti questi attacchi siano programmati per evitare la riforma”.

 

E dunque, ha ribadito, “quali che siano gli attacchi, giudiziari, di stampa o parlamentati, noi non vacilleremo e non esiteremo: la riforma va avanti e saremo determinati”.

A riguardo il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani non ha escluso che già entro la fine dell’anno si possa tenere il referendum. Un balzo in avanti che dopo qualche ora il presidente della Commissione Affari Costituzionali Alberto Balboni frena e chiarisce: “Mi pare un po’ difficile, anche se tecnicamente possibile. Più realisticamente indicherei come probabile la primavera del 2026”.

Si apprende intanto che  la commissione Giustizia del Senato ha espresso in queste ore parere favorevole alla riforma: l’atto è stato trasmesso in quella per gli Affari Costituzionali. Al momento di votare era assente Italia Viva. “È il governo che sta imponendo i tempi e l’accelerazione sulla riforma della separazione delle carriere – commenta il capogruppo del Pd in commissione Giustizia Alfredo Bazoli – ed è sostanzialmente il governo che sta cambiando la Costituzione. È un precedente gravissimo”. Al contrario il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, commenta entusiasta: “È stato effettuato un altro passo che ci avvicina alla meta, a quel grande cambiamento che vogliamo portare nel Paese“.

Parole che non tranquillizzano certo la giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati che infatti, ricevuta dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha manifestato tutti i suoi timori: “Al presidente – spiega il sindacato delle toghe – abbiamo espresso la nostra preoccupazione per i frequenti attacchi rivolti alla magistratura negli ultimi mesi” e “abbiamo avuto modo di evidenziare quelle che a nostro avviso sono le criticità che porterebbe l’adozione di determinati interventi di rango costituzionale sulla tutela dei diritti dei cittadini, ribadendo le ragioni tecniche della non condivisione delle modifiche che la riforma vorrebbe apportare”. Poco dopo lo stesso presidente dell’Anm Cesare Parodi aggiunge: “Abbiamo fatto presente al presidente Mattarella l’importanza in questo momento dell’unità associativa, anche come lettura politica di questo nostro atteggiamento di contrarietà alla riforma. Inoltre abbiamo rappresentato il nostro disagio quando alle volte un magistrato viene attaccato con l’idea che abbia fatto una sentenze politica e non fondata su principi di diritto. Questo dà grossa sofferenza ai nostri magistrati”. Parodi replica anche alle parole di Nordio: “Il ministro ha pieno diritto di andare avanti con la riforma e noi continueremo nei limiti del possibile a manifestare il nostro pensiero, del resto non è accaduto nulla per farci cambiare idea”. Quanto al timing per il referendum, dopo l’ok della Commissione: “Ne prendo atto – dice Parodi – c’è una procedura complessa che è quella costituzionale, anche in base alla tempistica regoleremo le nostre risposte e i tempi potranno solo incidere sull’intensità del nostro messaggio”

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio - RIPRODUZIONE RISERVATA

L’Italia non invierà truppe italiane in Ucraina al di fuori di una missione Nato Questa la linea del governo al summit francese

 

 

Effetto Trump, tensione alle stelle in Ue. Meloni a Macron ...

 

 

L’Italia non i nvierà  truppe italiane al fronte in Ucraina al di fuori di una missione Nato; Ue e Stati Uniti lavorino insieme per costruire garanzie solide e durature per Kiev, all’interno di una ‘cornice’ euro-atlantica e sulla base di un modello che ricalchi l’articolo 5 della Nato.

Alla vigilia del vertice del ‘volenterosi’, in programma oggi all’Eliseo a Parigi, Giorgia Meloni ha convocato una riunione a Palazzo Chigi con i due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani (quest’ultimo in video-collegamento dal Friuli Venezia Giulia) e il ministro della Difesa Guido Crosetto per fare il punto della situazione e per definire la linea che l’Italia porterà al summit francese.

Il vertice è durato circa un’ora e – arriva dopo le tensioni degli ultimi giorni tra Lega e Forza Italia sul fronte della politica estera, che hanno visto i due vicepresidenti del Consiglio, Salvini e Tajani, protagonisti di un botta e risposta a distanza. E, in serata, da Palazzo Chigi sono state intanto smentite “categoricamente” le indiscrezioni su un invito della premier a moderare i toni per non fare il gioco delle opposizioni.
“Meloni non ha mai intimato ai vicepresidenti Tajani e Salvini di ‘abbassare i toni’, come alcuni media hanno erroneamente riportato. L’incontro, come da nota diffusa dopo la conclusione, ha al contrario confermato la salda convergenza dei leader sui temi trattati”, assicurava l’ufficio stampa della presidenza del Consiglio.

Cultura: visite guidate nella cripta di Sant’Euplio e nel pozzo di Gammazita a Catania

 

Cripta

 

 

Catania,

La cripta di Sant’Euplio e il Pozzo di Gammazita saranno inseriti nei percorsi turistici di Catania, con visite guidate per la valorizzazione dei due siti monumentali come patrimonio artistico e culturale.

È l’obiettivo perseguito dall’Amministrazione Comunale e per questa ragione la Direzione comunale Cultura ha pubblicato un avviso, per acquisire proposte per favorire la loro fruibilità e riconsegnare la bellezza dei due beni sopracitati a turisti e cittadini.

Il primo monumento è legato al martirio, avvenuto sotto Diocleziano, del giovane diacono catanese Euplio, compatrono della città assieme a Sant’Agata.

Il Pozzo di Gammazita ci rimanda, invece, alla storia della popolana che per sfuggire alla violenza di un soldato francese si gettò, secondo la leggenda, proprio nel pozzo nel giorno del suo matrimonio.

All’avviso del Comune possono rispondere, tramite prenotazione telefonica o via mail, ditte private, associazioni culturali, cooperative, imprese individuali e associate in possesso dei requisiti e aventi il patentino regionale di Guida Turistica.

L’Associazione o ente aggiudicatario avrà diritto di introitare la quota della visita e dovrà versare all’Amministrazione una tariffa d’ingresso pari a 1 euro.

La manifestazione di interesse per il reperimento di proposte di visite guidate nella cripta Sant’Euplio e il pozzo di Gammazita dovrà essere inviata a: cultura.catania@pec.it entro le ore 12.00 del 31 marzo 2025.

Palermo, Maxi sequestro di 3 tonnellate di novellame di sarda

 

 

personaggio del film noir - mafia foto e immagini stock

 

 

Palermo,

I militari della Stazione Navale di Palermo, congiuntamente al personale del Gruppo di Termini Imerese, nell’ambito della costante azione mirata alla tutela della filiera ittica, a seguito di un’intensa attività informativa, hanno individuato e intercettato 2 furgoni, sospettati di trasportare un ingente carico di prodotto ittico non tracciato.

All’esito del controllo, sono state sequestrate circa 3 tonnellate di novellame di sarda e comminate sanzioni amministrative pecuniarie per un importo complessivo compreso tra 25.000 e 150.000 euro a carico di 2 soggetti, per la detenzione e il trasporto di prodotto ittico sottomisura (Sardina Pilchardus, la cosiddetta “neonata”).

In particolare, uno dei due furgoni si presentava a tutti gli effetti come mezzo adibito al soccorso stradale e, simulando di scortare il secondo furgone, circolava con un lampeggiante acceso.

L’ingegno del conducente, però, non è bastato a trarre in inganno le Fiamme Gialle operanti, che fermavano prontamente i due veicoli sull’Autostrada A19 direzione Palermo.

Il carico di 3.100 kg, privo di qualsivoglia attestazione d’origine, era destinato ai mercati di Palermo e la successiva commercializzazione avrebbe generato un guadagno illecito per un importo pari a circa 100.000 euro.

I soggetti responsabili sono stati immediatamente accompagnati presso gli Uffici della Guardia di finanza per la contestazione dell’illecito e il sequestro del prodotto. Il tempestivo intervento dei Finanzieri, in forza alla Stazione Navale di Palermo e al Gruppo di Termini Imerese, ha permesso che il prodotto ittico, di facile deterioramento, non andasse distrutto, bensì venisse devoluto in beneficenza a 10 associazioni diverse, a seguito della certificazione di idoneità al consumo da parte del veterinario dell’ASP di Palermo.

La cosiddetta “neonata” è alla base della catena alimentare dei mari, pertanto la pesca illegale di questa specie ittica rappresenta un vero e proprio danno ambientale che mette a rischio l’intero ecosistema marino.

L’attività di servizio si inserisce nel più ampio quadro del costante impegno del Corpo rivolto alla tutela del consumatore e della biodiversità marina, nonché al contrasto di ogni forma di illecito, compresa la commercializzazione dei prodotti derivanti dalla pesca di frodo